L’Europa fissa l’obiettivo: 90GW di rinnovabili nelle Comunità Energetiche
L’obiettivo complessivo dichiarato nel pacchetto è portare la capacità installata da comunità energetiche a 90 GW a livello europeo.
European Commission – Citizens’ Energy Package Communication COM(2026)115
Pubblicato il Citizens Energy PackagePubblicato il Citizens Energy Package
Il 30 aprile 2026 la Commissione Europea ha pubblicato il Citizens Energy Package, un pacchetto di quattro raccomandazioni rivolte agli Stati membri per sostenere la transizione energetica dei cittadini. Tra queste, una riguarda direttamente il nostro settore: la Recommendation on empowering energy communities and self-consumption, accompagnata da un Action Plan europeo dedicato alle energy communities.
Non si tratta di nuova legislazione vincolante, ma di un orientamento politico importante: Bruxelles riconosce che le comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo sono strumenti utili alla transizione e che gli ostacoli operativi vanno rimossi, non lasciati ai singoli Stati.
Per chi lavora ogni giorno in questo settore — tra burocrazia, tempi lunghi e normative in continua evoluzione — è un segnale che arriva in un momento utile. Dopo la rimodulazione dei budget PNRR e alcuni aggiornamenti alle Regole Operative che hanno creato incertezza, sapere che l’indirizzo europeo va nella direzione opposta è, almeno, una conferma che la strada è quella giusta.
In questo articolo analizziamo cosa contiene la raccomandazione, cosa suggerisce agli Stati membri e cosa potrebbe significare nei prossimi mesi per chi gestisce o vuole costituire una CER in Italia.

Anteprima sito web European Commission relativo al Citizens Energy Package
Il conflitto in Medio Oriente — e il suo impatto sui prezzi dell’energia — ci ricorda quanto i mercati energetici globali restino volatili e quanto sia urgente che l’Europa rafforzi la propria resilienza energetica (…). Dobbiamo proteggere le famiglie vulnerabili dalle interruzioni della fornitura e sostenere tutti i consumatori nella gestione dei propri contratti energetici, nonché nel partecipare attivamente alla transizione.
Commissioner for Energy & Housing, Dan Jørgensen – tradotto da inglese
Cosa dice la Raccomandazione e perché conta
La Raccomandazione adottata il 30 aprile 2026 è un documento tecnico rivolto agli Stati membri: 50 punti che coprono governance, semplificazione amministrativa, accesso ai mercati, finanziamento, digitalizzazione e inclusione sociale. Non è vincolante, ma fissa un’aspettativa chiara su come i governi dovrebbero muoversi.
Il punto di partenza è un’ammissione esplicita: le comunità energetiche affrontano ostacoli specifici in termini di capacità tecnica, accesso ai finanziamenti nelle fasi iniziali e complessità burocratica. Riconoscerlo in un atto ufficiale della Commissione è utile, perché chi opera nel settore sa quanto questi ostacoli siano concreti.
Semplificazione: meno burocrazia, più chiarezza
Uno dei filoni centrali del documento riguarda la riduzione delle barriere amministrative. La Commissione chiede agli Stati membri di rimuovere le procedure autorizzative per gli impianti fotovoltaici e di storage di piccola taglia, di introdurre sportelli unici per permessi, supporto tecnico e legale, e di definire procedure di connessione alla rete più rapide e trasparenti.
Per le CER, questo si traduce in un’indicazione precisa: i processi di registrazione dovranno diventare digitali e semplificati, con tempistiche certe per le risposte da parte delle autorità competenti.
Energy sharing: verso regole comuni
La Raccomandazione dedica ampio spazio all’energy sharing, indicando che ogni Stato membro dovrebbe designare un’autorità competente con un helpdesk dedicato, contratti template disponibili al pubblico e informazioni pratiche accessibili.
Un elemento rilevante è la richiesta di rendere disponibili i dati di misura in tempo quasi reale, condizione necessaria per far funzionare concretamente qualsiasi sistema di condivisione energetica.

Accesso ai mercati e remunerazione
Le CER dovranno poter accedere ai mercati della flessibilità e dell’energia, anche attraverso aggregatori. L’energia prodotta e non autoconsumata dovrà essere remunerata in modo equo, con meccanismi ancorati ai segnali di mercato. Le soglie minime di partecipazione ai mercati locali dovranno tenere conto della scala tipica delle CER, che non può essere paragonata a quella degli operatori industriali.
Finanziamento: strumenti concreti in arrivo
Sul fronte finanziario, la Commissione ha allegato alla Raccomandazione un Action Plan che prevede misure operative. Tra queste: la pubblicazione nel 2026 di un financing toolbox per guidare comunità e operatori tra le opzioni disponibili, l’utilizzo dei Fondi di Coesione 2021-2027, le garanzie InvestEU per sbloccare prestiti a condizioni favorevoli e il rifinanziamento della Energy Communities Facility oltre il 2027, con l’obiettivo di supportare oltre 140 CER nella fase di pre-sviluppo.
L’obiettivo complessivo dichiarato nel pacchetto è portare la capacità installata da comunità energetiche a 90 GW a livello europeo.
Digitalizzazione e AI
La Commissione promuove esplicitamente lo sviluppo di piattaforme digitali e strumenti software standardizzati per la gestione dell’energy sharing e dei servizi di flessibilità. Sono previsti finanziamenti Horizon Europe per algoritmi basati su AI per ottimizzare il valore dell’energy sharing. Si incoraggiano inoltre partnership pubblico-private per testare soluzioni di smart grid all’interno delle CER.

Una visione di lungo periodo vale più di una norma
Chi lavora nel settore delle CER sa che i documenti di indirizzo non si traducono automaticamente in semplificazioni operative. Ci vuole tempo, e spesso le indicazioni europee impiegano anni prima di diventare realtà nazionale.
Eppure avere una direzione chiara ha un valore che va oltre il breve termine. Significa che chi investe oggi in una CER come ente, come impresa o come comunità locale lo fa in un quadro in cui l’Europa sta spingendo verso la stessa direzione. Significa che gli strumenti di supporto finanziario, tecnico e normativo sono previsti, anche se ancora in costruzione. Significa che il modello delle comunità energetiche non è destinato a restare marginale: fa parte di una strategia più ampia che include obiettivi climatici, riduzione della dipendenza energetica e inclusione sociale.

Prossimi passi
Il quadro europeo si sta consolidando. È un buon momento per strutturarsi meglio relativamente a processi, dati, ridistribuzione degli incentivi. ALPINVISION supporta i community manager delle CER in ogni fase operativa, dalla gestione dell’anagrafica alla reportistica, fino all’ottimizzazione tramite AI ed ha come obiettivo quello di potenziare le CER e renderle protagoniste della transizione energetica.
Gestire una CER richiede strumenti adeguati. ALPINVISION è la piattaforma per chi vuole farlo bene. Parliamone.